Luigi Bobba a Cesena per presentare due proposte di legge per il Terzo settore

Riformare il Codice Civile e incentivare l’impresa sociale.

Domani, venerdì 25 febbraio (alle ore 20:45) l’on. Luigi Bobba, già Presidente nazionale delle ACLI, sarà a Cesena per presentare due proposte di legge per un rinnovato protagonismo del Terzo settore.

L’incontro, che si svolgerà presso la sala E. Cacciaguerra della Banca di Cesena, è all’interno del ciclo di iniziative “La Buona Politica: al centro la persona e la comunità” organizzate dal Consigliere regionale Damiano Zoffoli per confrontarsi sulle buone pratiche diffuse nel nostro Paese.

Le due proposte di legge – spiega l’on. Bobba – riguardano l’una l’intero comparto del non profit, l’altra il nuovo ma strategico segmento dell’impresa sociale. La prima proposta punta, riprendendo i lavori dell’allora Sottosegretario del Governo Prodi, Roberto Pinza, a riformare il Codice Civile in materia di associazioni e fondazioni. E lo fa secondo due direttive: il superamento del regime concessorio (oggi è lo Stato che concede a una associazione di nascere) e la possibilità di svolgere attività d’impresa (sempre finalizzata agli scopi non lucrativi e prevedendo una contabilità separata)”.

Sarebbe un modo per dare una concreta attuazione al principio di sussidiarietà indicato dall’articolo 118 della nostra Costituzione – spiega il Consigliere Zoffoli – superando un’ottica fiscale. Tra le novità introdotte dalla proposta, ci sono il rafforzamento dell’Agenzia per le onlus (che dovrebbe diventare Agenzia per il Terzo settore e avere una funzione di indirizzo e controllo, ricevendo il 2% dell’importo destinato al 5 per mille) e l’istituzione della Carta della donazione (anche per incentivare trasparenza e correttezza gestionale da parte delle organizzazioni beneficiarie)”.

“La seconda iniziativa legislativa – conclude Bobba – riguarda l’impresa sociale che ancora non ha avuto la rilevanza strategica che merita. Servono incentivi e misure di sostegno specialmente perché l’impresa sociale potrebbe dare un significativo contributo al superamento dell’attuale crisi economica e occupazionale. Andrebbero però ampliati i settori d’intervento e si dovrebbero introdurre agevolazioni in particolare per chi assume giovani under 30 e persone espulse dal mondo del lavoro. Andrebbero poi riservate quote di attività alle imprese sociali (nell’ambito di convenzioni e contratto di servizi e nel rispetto dei limiti voluti dall’Ue) e si dovrebbe costituire un fondo nazionale per il finanziamento di progetti innovativi”.


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