Fattorie aperte, due domeniche di relax tra campi e prodotti tipici

Oasi di relax, tra natura e prodotti tipici, a due passi da casa. Sono le fattorie e gli agriturismi della nostra regione, una realtà troppo spesso ignorata dai cittadini emiliani e romagnoli.

C’è chi conosce qualche agriturismo per le sue attività di ristorazione, o qualche azienda per la vendita diretta di prodotti agricoli. In pochi, però, sanno dell’intensa attività che in agriturismo si svolge lontano dagli avventori. Perché l’essenza del vero agriturismo è la campagna e il lavoro agricolo.

Quella che per i visitatori rappresenta il “dietro le quinte”, per il titolare dell’agriturismo o dell’azienda agricola è il palcoscenico. Ed è su questa ribalta che cittadini e turisti saranno accolti per due fine settimana di fila.

Domenica 13 e domenica 20 maggio l’iniziativa “fattorie aperte” schiuderà a cittadini e turisti un mondo nuovo, fatto di lavoro nei campi, prodotti tipici e vini di qualità. Le aziende aderenti all’iniziativa hanno messo in programma una serie di iniziative tra la didattica e il divertimento. Sono in programma visite nei vigneti, spiegazioni sulle tecniche di coltivazione, tour di stalle e allevamenti, degustazioni di vini e prodotti tipici.

Si tratta della 14esima edizione dell’iniziativa, che quest’anno vede coinvolte 160 aziende e agriturismi in tutta la Regione, 47 in Romagna. In Provincia di Forlì-Cesena sono 17, cui si aggiungono Casa Artusi a Forlimpopoli e il Museo di Storia dell’Agricoltura a Cesena.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.fattorieaperte-er.it.

È possibile scaricare la GUIDA dell’EDIZIONE 2012 cliccando qui.


2 risposte a "Fattorie aperte, due domeniche di relax tra campi e prodotti tipici"

  1. Una bellissima iniziativa che forse è arrivata all’ultima edizione: pare infatti che la Regione, per risparmiare, sia intenzionata a non ripeterla.

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    1. Cara Fringui,
      sono d’accordo con te: l’iniziativa è veramente molto interessante e riscuote sempre un gran successo di pubblico (con punte di 60.000 visitatori all’anno).
      D’altra parte, le sempre minori risorse a disposizione del bilancio regionale impongono una riflessione sulla necessità di rivedere la struttura organizzativa dell’evento per i prossimi anni.
      La necessità di risparmiare, che è reale, però non significa necessariamente che l’iniziativa verrà interrotta.
      Un caro saluto,
      Damiano Zoffoli

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