Verso la Provincia unica di Romagna

Il percorso per la riduzione delle Province ha imboccato una strada ben precisa: in regione passeranno da nove a cinque (considerando l’area metropolitana di Bologna) e la Romagna si troverà unita su di un unico livello amministrativo.

È quanto ha stabilito lunedì scorso il Consiglio delle Autonomie Locali dell’Emilia-Romagna (CAL, composto dai rappresentanti degli enti territoriali) con una specifica delibera sull’organizzazione delle nuove Province. Un’ipotesi di riordino che ora dovrà passare al vaglio dell’intera Assemblea legislativa per un parere (entro il 23 ottobre) per poi essere trasmessa al Governo entro la fine del mese.

L’Esecutivo, a sua volta, analizzerà tutte le proposte nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni ed Enti locali (decidendo anche al posto delle Regioni che eventualmente non si fossero espresse), passando poi la palla ai due rami del Parlamento.

L’iter, dunque, è ancora ricco di passaggi. Ma la strada è ben delineata, per lo meno in Emilia-Romagna, una delle poche regioni a non aver chiesto deroghe al Governo presentando un’ipotesi di riordino aderente ai requisiti minimi di popolazione e superficie fissati a Roma.

La Provincia unica di Romagna sarà formata dalle attuali Province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. In Emilia, invece, resteranno le Province di “Reggio Emilia e Modena” e “Piacenza e Parma”. Quella di Bologna sarà trasformata in Città metropolitana, mentre per Ferrara non cambierà nulla.

Il Governo è deciso a completare l’iter di riduzione delle province entro l’anno, ma non mancano le incognite. All’appello, infatti, manca ancora il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla ripartizione ai Comuni delle funzioni, e delle risorse, assegnate in precedenza alle Province (eccezion fatta per le competenze che restano provinciali: ambiente, trasporti e viabilità).

È possibile scaricare la DELIBERA del Consiglio delle Autonomie Locali cliccando qui.


3 risposte a "Verso la Provincia unica di Romagna"

  1. L’importante è che sia una Romagna rossa e antifascista. Non vogliamo stare con la Lega di Bossi.
    Speriamo di pagare delle tasse leggere, non esagerate.
    Fate respirare i cittadini, di sinistra.
    Auguri.

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  2. Spero che Antonio abbia almeno 90 anni perchè da uno + giovane sentir parlare di antifascismo e regione rossa è avvilente.
    Al di sotto di questa età, solamente i politici parlano di regione rossa e antifascismo, non essendo stati capaci di organizzare pensieri più attuali e progressisti.
    E sono di sinistra.
    Non comunista però.
    Viva la mia nuova provincia, che abbia il colore che avrà ma che sia amministrata bene.

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  3. Caro Maurizio Amadori,
    ho 56 anni, non 90.
    Ancora è presto per arrivarci.
    Ascolta, io sono un cittadino democratico, come te.
    Io la vedo così: il discorso, che ho scritto due mesi fa, vedi sopra.
    Ti saluto.

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