Riconoscere e incentivare l’economia solidale

Presentato un progetto di legge regionale, firmato da maggioranza e M5S, per combattere la crisi.

DSCF4628Per arginare la crisi si può fare perno sull’economia solidale. Ci crede la Regione Emilia-Romagna, dove l’economia solidale vanta già buone pratiche diffuse in molti settori, come l’agricoltura di prossimità, la diffusione di energie rinnovabili e sostenibili, il riuso e il riciclo, la mobilità sostenibile, il turismo responsabile, la finanza etica, il software libero, l’edilizia basata sulla rigenerazione.

A spingere in questa direzione è l’Assemblea legislativa, che ha in programma di discutere e approvare il progetto di legge “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale”, presentato da Gian Guido Naldi (Sel-Verdi) e sottoscritto da Thomas Casadei, Damiano Zoffoli, Anna Pariani, Gabriele Ferrari e Antonio Mumolo (Pd), Roberto Sconciaforni e Monica Donini (Fds), Gabriella Meo (Sel-Verdi), Liana Barbati (Idv), Franco Grillini e Giovanni Favia (Misto), Andrea Defranceschi (M5s).

Il progetto di legge si propone di “riconoscere l’economia solidale come strumento per affrontare la crisi economica, ambientale ed occupazionale”. Il provvedimento punta anche a “definire misure di sostegno per valorizzare, promuovere e sostenere lo sviluppo dell’economia solidale“, a partire dall’applicazione dei “Sistemi locali di garanzia partecipata” e dalla creazione di “Centri per l’economia solidale”. Ma tra le proposte c’è anche l’istituzione di una delega o un assessorato ad hoc dedicato all’economia solidale. E ancora, nel progetto di legge si prevede di organizzare un Forum regionale per l’economia solidale, di creare un Tavolo regionale e di attivare un Osservatorio con un portale web dedicato.

Il calcolo del Pil, incentrato sulla produzione di ricchezza, ignora i costi sociali e ambientali dello sviluppo economico e ci consegna un quadro parziale della reale qualità della vita – si legge nella relazione introduttiva al progetto di legge – non si tratta solo di ridistribuire la ricchezza ma di ridefinire un sistema di valori, di coniugare lo sviluppo al rispetto dell’ambiente, di organizzare tutto il sistema economico in virtù dei bisogni reali della società e delle risorse disponibili”.

L’economia solidale di cui si parla non è in ogni caso un modello teorico, tutto da verificare, ma si basa su numerose pratiche già attive che presentano una serie di caratteristiche comuni”, tra le quali “l’utilizzo sostenibile dei beni comuni, la valorizzazione e la tutela delle risorse, la collaborazione e l’inclusione di tutti nel processo produttivo e l’integrazione in quello di consumo, il fatto di fondare l’economia sulla dimensione relazione, il legame con il territorio, l’articolazione in reti, l’obiettivo di rendere l’economia più democratica, la difesa dei diritti e la tutela del valore del lavoro, il ridimensionamento del ruolo del mercato, ricondotto a una sfera sociale”.

È possibile scaricare il testo del PROGETTO di LEGGE cliccando qui.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...