Lambrusco: no alla liberalizzazione

4029501796_db359404f8_bIl Lambrusco non è solo una tradizione ed un simbolo delle nostre terre, ma ha anche un peso economico importante, se si pensa che in Emilia vengono prodotti più di un milione di ettolitri di questo vino all’anno, per un giro d’affari che supera i 500 milioni di euro.

É per questo che trovo particolarmente sbagliato il progetto di revisione del regolamento CE n. 607/2009 che in nome della “semplificazione” normativa vorrebbe liberalizzare l’uso dei nomi di varietà escludendo il Lambrusco dalla lista dei vini con indicazione geografica.

Certo, la semplificazione è importante, ma la Commissione Europea, prima di prendersela col Lambrusco dovrebbe agire semplificando, dove realmente serve, la vita delle imprese e dei cittadini; e di ambiti ne posso elencare a decine.

Il Lambrusco è uno dei vitigni più antichi d’Italia, ed è prodotto nelle province di Reggio Emilia e Modena, allargato alle IGT delle province di Parma e Mantova.

Proprio per questo farò tutto il possibile, lavorando insieme ai produttori locali, alla Regione Emilia Romagna, ai miei colleghi parlamentari, ed agendo nelle sedi opportune, per far sì che il Lambrusco rimanga un vino caratteristico delle terre emiliane così come del resto é identificato in tutto il mondo.


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