Bressanvido: progetto LIFE risorgive #storiedisuccesso

risorgivePuò un Comune di poco più di 3000 abitanti presentare come capofila un progetto europeo del valore di oltre 1 milione di euro, vincerlo e gestirlo? Sì, è quanto sta accadendo nel Comune di Bressanvido, piccolo centro della Provincia di Vicenza.

Nel 2014, nel contesto del primo bando del programma LIFE della nuova programmazione, ha presentato un progetto per tutelare e valorizzare le risorgive del proprio territorio, che si trova nella fascia di transizione tra l’alta pianura e la bassa pianura. Tale fascia, da alcuni autori indicata come “media” pianura, corrisponde alla “fascia delle risorgive”, nella quale si verifica l’affioramento spontaneo della falda freatica.

Il progetto prevede il ripristino e consolidamento della infrastruttura verde costituita dalla rete di risorgive, corsi d’acqua e relativi ambienti ripariali ed il recupero della funzionalità dei servizi ecosistemici erogati. Il recupero interesserà 26 sistemi di risorgive (per un totale di 43 capofonti) già individuate in un censimento precedente e rive, rogge e corsi d’acqua ad esse collegati.

Oltre all’obiettivo che consiste nel generale ripristino e consolidamento della infrastruttura verde costituita dalla rete di risorgive, rogge e canali nel territorio del Comune di Bressanvido, ci sono ulteriori 7 obiettivi che si legano alle finalità generali dell’Unione nell’ambito della conservazione della natura ed in particolare dell sistema idrico.

Al Sindaco Leopoldo Bortolan abbiamo chiesto, nell’intervista che trovate di seguito, se sia stato difficile costruire il partenariato, quali siano stati i punti di forza, quale l’impatto del progetto sulla sulla struttura amministrativa del Comune e infine le percezioni dei cittadini. Le risposte sono sicuramente importanti per amministratori locali che vogliano intraprendere una sfida simile. Ma lo sono anche per tanti cittadini che si domandano quale sia la funzione dell’Unione Europea.

E quali sono le funzioni dell’Unione in questo caso? Sicuramente, in primo luogo, c’è il sostegno a un progetto con obiettivi ambiziosi e coerenti con le sfide di oggi, in aiuto tanto al settore agricolo quanto alla tutela dell’ambiente. Ma non solo. In secondo luogo, e forse in modo più significativo, questo finanziamento serve per offrire un diverso metodo di lavoro, più orientato ai  risultati e agli obiettivi, attraverso il cosiddetto ciclo di progetto (guarda il capitolo 3 della mia guida).

Nell’invitarvi ad ascoltare l’intervista al Sindaco Bortolan desidero concludere con una sua frase. Quando gli abbiamo chiesto quale consiglio voglia dare ad un amministratore locale ha risposto con tre parole: “crederci, crederci, crederci”. I finanziamenti europei, con progetti innovativi e tanto impegno, possono realizzare i sogni di molte comunità.


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