Bevande energetiche e caffeina: il mio intervento in plenaria

energy-727x409Nella Sessione Plenaria di Strasburgo del 6 luglio si è parlato di indicazioni sulla salute consentite sulle etichette dei prodotti alimentari, in particolare per quel che riguarda la presenza di caffeina nelle bevande energetiche, che spesso è sponsorizzata in maniera ingannevole. Per questo mi oppongo alla decisione della Commissione Europea di autorizzare le indicazioni fuorvianti sulla caffeina e l’ho ribadito nel mio intervento di ieri in Plenaria.

Trovate qui il testo e il video:

Signor Presidente, onorevoli colleghi,

voglio esprimere il mio appoggio a questa risoluzione che invita fra l’altro la Commissione a introdurre restrizioni alla vendita di bevande energetiche ai bambini e agli adolescenti. Questi ultimi ne rappresentano il più ampio gruppo di consumatori. Vale il principio di precauzione, non c’é un livello sicuro per il consumo di caffeina, che determina disturbi del sonno e problemi comportamentali nei bambini e negli adolescenti, nel caso di un uso regolare e prolungato, se non di abuso, oltre all’elevato rischio obesità per l’alta concentrazione di zuccheri nelle bevande energetiche. 

Dunque, è giusto opporsi all’adozione di questo progetto di regolamento della Commissione che nello specifico introduce quattro nuove indicazioni sulla caffeina (fra cui, testuale “la caffeina contribuisce ad aumentare la lucidità mentale e aiuta a migliorare la concentrazione”). Si tratta di un messaggio fuorviante e potenzialmente rischioso, per bambini e ragazzi.

Infine, per chiarezza e coerenza, ribadisco a nome della delegazione italiana del gruppo S&D la nostra contrarietà al concetto dei profili nutrizionali che alcuni emendamenti che non condividamo, mirano a reintrodurre e che questa stessa aula, di recente, ha già bocciato.

I profili nutrizionali non hanno un vero fondamento scientifico, non si basano sulle quantità effettivamente consumate di grassi, sali e zuccheri. Non esistono cibi “buoni” e “cattivi” per legge, bisogna puntare sull’educazione alimentare.

Non possiamo contraddire noi stessi: questo Parlamento ha da sempre promosso e sostenuto con fondi comunitari una regolamentazione volta a tutelare i prodotti di qualità, le nostre eccellenze alimentari, presenti nei diversi territori dell’Unione europea attraverso specifiche denominazioni di origine quali le DOP e l’IGP, prodotti che, tuttavia, secondo le soglie stabilite dai profili nutrizionali, sarebbero, per dirla all’inglese “da semaforo rosso”, un paradosso. Un danno economico per la nostra filiera agro-alimentare.

Inoltre dal punto di vista giuridico, con il nuovo regolamento n. 1169/2011, i cittadini europei già trovano sull’etichetta di tutti i prodotti, in modo chiaro e leggibile, tutte le indicazioni nutrizionali necessarie per poter compiere scelte d’acquisto responsabili.


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