Inclusione lavorativa dei disabili? Un progetto concreto finanziato dal programma Erasmus

ob_e77a1c_locanda-dei-girasoliA cosa serve l’Europa? In troppi me lo chiedono. In troppi se lo chiedono. Eppure basta uscire dalla frenesia quotidiana dei telegiornali, scavare un po’ e si capisce perché stare insieme è utile. Buone idee, buone esperienze e risorse economiche gestite tutti insieme che vanno nella giusta direzione.
Il programma europeo più conosciuto è probabilmente Erasmus. Molti di noi hanno un amico, una figlia o un fratello che sono andati a Lisbona, Cracovia o Parigi per studiare, aiutati da una borsa di studio che ha permesso loro di studiare, di crescere come cittadini, di vivere una grande esperienza e di conoscere un altro Paese europeo. Eppure ancora pochi sanno che dal 2014 Erasmus è diventato un grande programma che si occupa di istruzione, educazione e formazione a trecentosessanta gradi, includendo anche le politiche giovanili e per lo sport.

E uno di questi progetti nella nuova programmazione rappresenta pienamente l’idea di Europa che molti di noi hanno sempre portato dentro il proprio cuore, dentro il proprio sentire politico. L’Europa del rispetto delle diversità, della solidarietà e del lavoro. Il progetto OMO (è l’acronimo della frase inglese On my own at work, ossia “per conto mio al lavoro”) ha come obiettivo la promozione dell’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva attraverso tirocini in alberghi e ristoranti, questi ultimi inseriti mediante una convenzione in una rete europea disponibili ad ospitare questi tirocini.

Il progetto è stato presentato a Roma il 29 settembre, dove sono stati presentati i tre strumenti, per agevolare il raggiungimento dell’obiettivo: il primo è rivolto ai tirocinanti ed è una app disponibile su smart phone o tablet che ha la funzione di ricordare compiti, strumenti e modalità di azione relativi alla mansione da svolgere; il secondo è dedicato ai colleghi dei tirocinanti ed è costituito da una serie di video che illustrano esempi di una corretta relazione tra il tirocinante con disabilità intellettiva e, per l’appunto, i colleghi stessi; il terzo è dedicato al management degli hotel, ristoranti che intendano aderire alla rete: un codice di condotta, un manuale di applicazione di tale codice e il logo che attesta l’ adesione alla rete. Il progetto è gestito da un consorzio di enti quali associazioni di persone con disabilità, università, una fondazione per le pari opportunità e due alberghi. Trovate maggiori informazioni cliccando sul sito del progetto.

L’Europa ha davanti a sé anni difficili. Riuscire a raccontare le buone politiche delle istituzioni europee ci può servire come bussola politica. E questi progetti sono finanziati perché alla base ci sono buone leggi (nel senso di Direttive e Regolamenti) che ogni settimana parlamentari e funzionari europei elaborano.
Mentre tutti gridano e puntano il dito l’un l’altro, c’è un’Europa che lavora. Per buone leggi e buoni progetti. Ascoltiamola. Insieme.


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