Contro lo smog approvata una relazione: il mio intervento in plenaria

15826869_303400mila morti premature ogni anno e 300 miliardi di euro in spese sanitarie per le malattie respiratorie croniche. è il prezzo che l’Unione Europea paga a causa dell’inquinamento dell’aria nelle nostre città, se è vero che, come ci dice il rapporto “Air quality in Europe – 2016” pubblicato dall’Agenzia Europea per l’ambiente, che l’85% delle persone che vivono nelle grandi città è esposta ad inquinamento da polveri sottili e decine di città italiane hanno già superato la soglia massima annuale di giorni con livelli di Pm10 elevato; senza contare inoltre i danni agli ecosistemi e all’ambiente naturale causati da smog e sostanze dannose presenti nell’aria.

Proprio per questo non possiamo più aspettare, è ora di agire contro l’inquinamento della nostra aria e la relazione Girling, sulle emissioni di determinati inquinanti atmosferici che abbiamo sostenuto e approvato nella scorsa plenaria va in questa direzione.

Questa direttiva, già informalmente concordata con i governi nazionali, ma che è stata oggetto di lunghi negoziati e revisioni, ha l’obiettivo di abbassare la quantità di elementi inquinanti nell’atmosfera ai livelli del 2005 entro il 2030, in particolare ad esempio per quel che riguarda gli Ossidi di azoto, che contribuiscono alla formazione di polveri sottili e piogge acide, l’ammoniaca, che aumenta l’acidificazione delle piante e il particolato, che causa gravi problemi respiratori, e pone obiettivi realistici e raggiungibili.

Una scelta, quella del Parlamento, che non è un punto di arrivo ma un primo passo in avanti di una strategia più ampia, che deve coinvolgere tutti i settori produttivi: industria, agricoltura e trasporti.

Per contrastare lo smog serve una volontà politica: conosciamo le cause dell’inquinamento e ne conosciamo anche i rimedi: dobbiamo uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili, soprattutto per quel che riguarda il trasporto pubblico urbano ed extraurbano, dobbiamo investire nella riqualificazione energetica dei nostri edifici e aumentare ancora di più gli investimenti nelle energie rinnovabili e pulite.

Servono decisioni coraggiose da parte dei governi e il Parlamento Europeo sta facendo la sua parte.

Dobbiamo creare un nuovo modello di sviluppo: più sostenibile e che guardi al futuro, capace anche di creare nuovi e più qualificati posti di lavoro.

Questo il mio intervento alla Plenaria di Strasburgo:


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