Il fiume Piave memoria e simbolo per l’Europa. Due giorni nel trevigiano tra economia circolare, economia digitale e politiche urbane.

17629991_10211015740742444_7046899849699588137_nNon sono riuscito a fotografare il Piave. L’ho attraversato quattro volte in meno di 24 ore ma non sono riuscito a catturare con un flash la grande bellezza di quel fiume, “sacro alla Patria”. Un fiume che rappresenta la memoria della tragica guerra civile europea iniziata nel 1915 con lo scoppio della I guerra mondiale e finita nel 1945 con la fine della II guerra mondiale. Una guerra che molti di noi europei del 2017 non ricordiamo se non in qualche ingiallito libro di scuola. Una guerra che ha spazzato via generazioni di esseri umani. Ha ucciso speranze, sogni, desideri, amori, gioie.

Ecco perché volevo cogliere la grandezza di quel fiume che è memoria e simbolo. Simbolo della necessità dell’Europa di oggi. Simbolo della Marca gioiosa, della Provincia di Treviso.

Una Provincia unica nel panorama europeo. Poco meno di 1 milione di abitanti distribuiti in maniera incredibilmente diffusa. Il capoluogo ha 85000 abitanti, appena il 10% del totale. Un territorio con una popolazione così diffusa da essere ovviamente molto complesso da gestire. Un territorio che allo stesso tempo è capace di offrire eccellenze organizzative e di performance che da molte altre parti nemmeno si immaginano.

Il 31 marzo e il 1 aprile ho incontrato amministratori e comunità locali accomunate dalla voglia di raccogliere sfide. Nella gestione dei rifiuti. Nella capacità di offrire internet libero e gratuito a tutti i suoi cittadini. Nella volontà di rispondere con politiche urbane adatte ai problemi dell’eccessivo consumo di suolo.

La mattina del 31 marzo ho visitato la sede Contarina SpA a Spresiano, una grande storia di successo dell’economia circolare. La società è pubblica e raccoglie e gestisce i rifiuti di 50 Comuni trevigiani. Ha già raggiunto l’obiettivo in termini di raccolta differenziata che abbiamo indicato come Parlamento europeo, ossia il 70% per il 2030. Loro sono all’85%. Oggi. E puntano al 97% per il 2022. Il secondo elemento che mi ha colpito del loro progetto – e che probabilmente è causa dei loro ottimi risultati – è la regola: “ogni operatore ha un suo mezzo e un suo territorio”. In questo modo Contarina crea da un lato un operatore che è riferimento per i cittadini e dall’altro permette ad ogni professionista di specializzarsi sui problemi di ogni singola zona. Il terzo punto di forza è il sistema di tariffazione puntuale che responsabilizza i cittadini favorendo un miglior livello di raccolta differenziata.

Nel pomeriggio e alla sera sono stato a Ponzano Veneto per due momenti di confronto con i 5 Comuni (Ponzano Veneto, Povegliano, Maserada sul Piave, Spresiano e Villorba) serviti proprio da Contarina. Abbiamo approfondito le iniziative territoriali volte a lottare contro lo spreco alimentare. I due momenti di confronto – il primo con i ristoratori dei 5 Comuni e il secondo aperto a tutta la cittadinanza – ho spiegato come mancasse una definizione di spreco alimentare e di un metodo comune per la quantificazione e la misurazione dello stesso (link agli articoli che avete fatto su economia circolare?). In questo contesto ho conosciuto altre due esperienze molto interessanti:

Tra le due iniziative a Ponzano, sono stato a Vittorio Veneto per parlare di finanziamenti europei per reti wifi promosse da enti pubblici locali. Ho presentato agli amministratori locali della zona di Vittorio Veneto (TV) Wifi4EU, il nuovo programma dell’Ue per finanziare reti wifi. Lo stiamo discutendo in Parlamento europeo. I primi bandi saranno in autunno. Sono fermamente convinto che una rete pubblica gratuita di alta velocità è un nuovo diritto dei cittadini europei.

Sabato sono stato a Conegliano, dove ho partecipato alla scuola di formazione sulle politiche urbane del Pd trevigiano. È stata l’occasione per spiegare quali siano le opportunità per le città nel contesto europeo. Colgo l’occasione per fare un in bocca al lupo al candidato a Sindaco del Pd coneglianese Alessandro Bortoluzzi.

E, comunque, una foto del fiume Piave ve la metto qui sotto, insieme ad altre dei due giorni. È quella che avrei voluto fare se avessi avuto il tempo di fermarmi! Anzi, è un po’ meglio, forse.

Veneto: 31/03- 01/04 201


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