Plastiche nell’Adriatico: presentata un’interrogazione alla Commissione Europea

plastic-bottle-606881_1920.jpgSono 332 i rifiuti che galleggiano per ogni chilometro quadrato di Adriatico e Ionio, secondo un recente studio internazionale sostenuto anche dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

La situazione, dati alla mano allarmante, è resa ancor più grave dalle caratteristiche dell’Adriatico: un mare chiuso con coste densamente popolate. Nonostante la media già elevata, si sono riscontrate punte di 1000 rifiuti per chilometro quadrato nel Golfo di Venezia e valori decisamente superiori alla media anche nell’area turistica di Cesenatico.

I rifiuti di plastica nei mari danneggiano da una parte l’ecosistema e l’ambiente, dall’altro rappresentano una minaccia reale per la salute umana e per l’economia. La fauna marina è purtroppo incline a scambiare i pezzi di plastica per gamberetti, meduse o piccoli pesci e ingerirli, rischiando il soffocamento. Non solo: le sostanze tossiche contenute nelle plastiche possono essere rilasciate, entrando così nella catena alimentare che finisce nei nostri piatti.

A questo scenario si aggiunge un’ulteriore spada di Damocle: le microplastiche. Si tratta di pezzi di plastica delle dimensioni -spesso esponenzialmente- inferiori al millimetro che si trovano in molti oggetti di uso quotidiano (prodotti cosmetici, saponi, residui di lavaggio panni sintetici) o che risultano dalla disgregazione oggetti di plastica di più grandi dimensioni. Le microlplastiche sono troppo piccole per essere trattenuti dai sistemi di depurazione delle acque reflue, e fluiscono nel mare, dove vengono ingerite dalla fauna, si accumulano e possono rilasciare sostanze tossiche.

A fronte di questi dati allarmanti ho presentato un’interrogazione scritta alla Commissione Europea chiedendo come si intende procedere per limitare il flusso di plastica e microplastiche nel mare, anche applicando il concetto di economia circolare (considerando cioè gli scarti e i rifiuti come materie prime secondarie da riutilizzare), per raggiungere l’obiettivo ambizioso obiettivo del 50% di rifiuti in mare in meno nel 2030, come contenuto nel pacchetto Bonafè, che proprio di Circular Economy si occupa.

Questa la risposta della Commissione, in attesa della strategia europea per le materie plastiche, che verrà presentata entro la fine del 2017: Inquinamento da microplastiche


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