Esercito comune europeo: ciò che sembrava solo un sogno sta diventando realtà?

Eu-difesaÉ stato compiuto un passo molto importante per la realizzazione di un futuro esercito unico europeo: lunedì scorso infatti, a Bruxelles, i rappresentanti di 23 paesi europei hanno firmato un accordo con cui si impegnano ad ottimizzare la spesa militare e di difesa, a coordinare lo sviluppo e l’acquisto di tecnologie militari e a mettere in comune parti sempre maggiori dei loro eserciti nazionali.

Il progetto di cooperazione, noto come PESCO, è previsto dal Trattato di Lisbona, ma per quasi un ventennio è rimasto una disposizione non attuata degli accordi. Le cose sono cambiate soprattutto grazie all’iniziativa portata avanti da Germania e Francia, che hanno rilanciato il progetto come risposta all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il Regno Unito è il paese che in passato si è opposto di più alla cooperazione militare europea e il primo documento che ha portato all’accordo di lunedì è stato presentato proprio all’indomani del referendum britannico.

C’è poi un’altra ragione importante che ha accelerato il processo di costruzione di un’esercito comune: Donald Trump.

Mettendo in dubbio l’automaticità della solidarietà tra i paesi dell’Alleanza atlantica e seminando il caos nella diplomazia degli Stati Uniti, il Presidente Trump ha convinto i più fedeli alleati europei del suo paese che non potranno più affidarsi senza alcun dubbio a Washington, costringendo l’Europa ad attrezzarsi per essere autonoma a livello militare.

Oltre al Regno Unito, all’accordo non partecipano Irlanda, Portogallo, Danimarca e Malta, ma i diplomatici europei ritengono di poter convincere Irlanda e Portogallo prima dell’entrata in vigore ufficiale dell’accordo.

Il PESCO prevede che gli stati firmatari si assumano numerosi impegni vincolanti la cui corretta realizzazione dovrà essere periodicamente verificata. I più importanti sono:

  • Aumentare le spese militari per “avvicinarsi” alla soglia del 2 per cento del PIL
  • Partecipare alla creazione di una forza di reazione rapida europea
  • Integrare in maniera maggiore gli eserciti europei (trasporti, munizioni, ruoli)
  • Aumentare la compatibilità tra gli equipaggiamenti militari dei vari eserciti.

Era da quasi 70 anni che i diplomatici europei tentavano di creare un accordo militare europeo e finora non avevano mai ottenuto successo, a causa soprattutto del veto che il Regno Unito aveva sempre posto. Ora, sembra che le cose abbiano preso una direzione diversa.

L’accordo sarà definitivamente firmato dai capi di Stato e di Governo che si riuniranno a Bruxelles il prossimo 11 dicembre.


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