EMA, vince Amsterdam con il sorteggio: se gli Stati si nascondono dietro alle regole diamo spazio all’Europa democratica

emamilano1Affidare al sorteggio la scelta di Amsterdam a scapito di Milano quale futura sede dell’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, che lascia il Regno Unito dopo la Brexit, è un segno di debolezza dell’Unione Europea. Ancora una volta si manifesta l’Europa degli Stati che, anziché assumersi in modo trasparente le loro responsabilità, si nascondono dietro alla sorte o scelgono l’improbabile regola dell’unanimità che ci consegna alla paralisi. Milano meritava per la qualità della proposta la designazione. Vogliamo un’Europa più democratica dove il Parlamento eletto direttamente dai cittadini abbia più poteri e i leader nazionali si preoccupino più delle prossime generazioni e meno delle prossime elezioni. Responsabilità e solidarietà sono le fondamenta per rilanciare e completare il progetto di una Europa, casa comune e non solo mercato di interessi.

Riporto la significativa lettera scritta dalla collega On. Patrizia Toia, capodelegazione PD al Parlamento Europeo ai Presidenti Jean-Claude Juncker (Commissione Europea), Antonio Tajani (Parlamento Europeo) e Donald Tusk (Consiglio Europeo).

Signor Presidente,

L’assegnazione delle sedi delle Agenzie Europee, dopo la decisione del Regno Unito di lasciare l’Europa, che ha visto la sua conclusione ieri con un’estrazione a sorte per assegnare entrambe le agenzie, ha sicuramente e profondamente toccato l’opinione pubblica europea.

In effetti, considerando la parte finale del voto, il metodo utilizzato ha dato l’idea, a torto o a ragione, di un’Unione Europea che fa decidere al caso e soprattutto che decide IN SEGRETO.

Questo genere di negoziati danno l’impressione di una mancanza di trasparenza e di scelte oscure.

So che l’Europa è diversa da quella che noi e i cittadini abbiamo visto ieri. So anche che è difficile trovare dei punti di contatto tra interessi differenti, ma è essenziale cambiare.

È per questa ragione che le chiedo un impegno pieno a lavorare insieme per modificare le regole, perché nessun’altra scelta sia fatta in segreto e perché tutte le decisioni prese in seno al Consiglio, siano pubbliche, giustificate e verificabili, come al Parlamento.

Si tratta di un principio essenziale della democrazia, soprattutto in un periodo come quello attuale dove cresce sempre più il sentimento anti-europeo.

Il futuro dell’Unione passa anche per questo genere di decisioni.

Ringraziandola della cortese attenzione, le porgo cordiali saluti.

Patrizia Toia

I ministri e i governi devono rendere conto agli elettori dei propri voti, così come facciamo noi Eurodeputati. I mercanteggiamenti a porte chiuse tra governi nazionali e i sorteggi non possono essere sistemi accettabili per un’Unione Europea che voglia conquistare la fiducia dei cittadini.

Si tratta di un’occasione persa per Milano; ancor più grave, di un’occasione persa per l’Europa.


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