L’integrazione delle persone con disabilità: dalla Strategia 2010-2020 all’Erasmus+

 

Circa 80 milioni di persone nell’Unione Europea hanno una disabilità, un sesto di tutta la popolazione. Nonostante le persone con disabilità abbiano pari diritti, non sempre hanno pari opportunità. Questo è dovuto alle barriere che comunque continuano ad esistere nella nostra società, barriere ambientali ed attitudinali che negano una completa integrazione sociale ed economica.

Sebbene i programmi di gestione delle disabilità siano di competenza degli Stati Membri, l’UE supporta le azioni nazionali creando condizioni favorevoli alla loro realizzazione, tenendo conto del punto di vista delle persone disabili. In ambito UE, esiste già la Strategia sulla Disabilità 2010-2020, che mira proprio ad assicurare diritti fondamentali e partecipazione sociale ed economica delle persone con disabilità.

L’attuazione della Strategia sulla Disabilità 2010-2020 è stata votata lo scorso giovedì 30 Ottobre in Parlamento Europeo. I settori entro cui sviluppare le azione congiunte di UE e paesi membri trattano di partecipazione, uguaglianza, occupazione, protezione sociale, salute e istruzione. In merito ad istruzione e formazione, è stata discussa anche la mobilità dei giovani ed il programma Erasmus+, che ha mosso finora 4,4 milioni di studenti, e che dovrebbe essere pienamente accessibile anche alle persone con disabilità. Ad oggi, infatti, le persone con disabilità sono meno dell’1% di tutti i partecipanti al programma Erasmus+.

Erasmus+ per tutti_volantinoNel merito, e per ascoltare l’opinione e le testimonianze sia delle istituzioni che dei diretti interessati, ho organizzato martedì 5 Dicembre un evento in Parlamento Europeo su Erasmus e disabilità. L’evento, Erasmus+ per tutti: una mobilità senza confini, ha visto la partecipazione di Patrizia Toia, Eurodeputata e Capodelegazione PD, Luigi Morgano, Eurodeputato, Francesca Maltauro, membro della Commissione Europea per Educazione e Cultura, e di vari testimoni ed associazioni che si occupano di disabilità e mobilità. Tra questi, Joao Pinto, portavoce di ESN e MappED!, Alessandro Abbate, ex studente Erasmus e presidente di European Deaf Student Union, Marco Carnesecchi, European Network on Independent Living, Francesca Sbianchi, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Pietro Cirrincione, per il Gruppo Asperger e Autistic Football Club, Valentina Pomatto, European Educational Exchanges – Youth for Understanding, Alfonso Aliberti, di European Youth Forum, e Giorgio Graziotti, ex studente Erasmus+ che ci ha portato la sua testimonianza.

L’evento mirava proprio a dare voce a chi queste esperienze le vive o le ha vissute in prima persona, sia in quanto associazione che opera nel merito, che come studente con disabilità che ha partecipato al programma Erasmus. L’obiettivo era anche quello di mettere queste esperienze in contatto con le istituzioni europee, proprio al fine di promuovere un’Europa inclusiva che tenga pienamente presente il parere delle persone disabili. La mobilità giovanile ed Erasmus+ rappresentano infatti un tema su cui c’è ancora tanto lavoro da fare per assicurare partecipazione e pari opportunità. Questo obiettivo assume ancora più importanza dato che, detto con le parole di Giorgio Graziotti, “L’Erasmus ti cambia la vita”. Le politiche già in atto e la Strategia sulla Disabilità 2010-2020 l’hanno messo sulla carta, l’obiettivo è trasformare le parole in opportunità concrete.


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