Un nuovo pacchetto per la sicurezza: l’Unione Europea vieta le carte di identità cartacee

carta_identita_elettronica-2Addio alle carte di identità cartacee: fra due anni saranno ammessi nell’UE solo documenti con dati biometrici – ovvero immagini del volto e impronte digitali – contenute in un chip.

Ad oggi, ha fatto sapere la Commissione, sono 80 milioni i cittadini europei in possesso di un documento di identità sprovvisto di dati biometrici – che può essere cartaceo, come in Italia, ma anche di plastica, come in tutti gli altri altri paesi.

Dal momento che il sistema di controllo dei confini europei si basa su un sistema di dati biometrici, tale fenomeno può facilmente dar luogo all’uso di documenti falsi o “doppi” e all’ingresso illegali di terroristi nell’Ue.

La proposta prevede l’eliminazione entro due anni delle carte di identità non “leggibili dai macchinari” (come quelle italiane), mentre, per per i documenti parzialmente conformi. è previsto un termine meno restrittivo di 5 anni.

“In un’unione della sicurezza efficace e sostenibile – ha dichiarato il Commissario Avramopoulos a Strasburgo – le autorità devono essere in grado di fidarsi del fatto che il titolare di un documento sia chi dice di essere; dopo gli attacchi terroristici di Monaco, Londra, Parigi o Manchester, nessuno si celerà più dietro carte di identità cartacee.”

Contro il finanziamento del terrorismo:

Insieme all’obbligo di carta di identità biometrica, l’esecutivo comunitario intende anche ostacolare il finanziamento del terrorismo e del cyberterrorismo e i reati economici tipo evasione ed elusione, attraverso misure che facilitino l’acquisizione di prove elettroniche transfrontaliere da parte delle forze dell’ordine – nonché l’accesso alle informazioni finanziarie.

“L’85% degli indizi penali viene oggi da prove elettroniche – ha dichiarato la Commissaria per la Giustizia Vera Jourova – ma nonostante questo tutti i pubblici ministeri degli stati europei hanno problemi a ottenerle celermente.”

“A livello transfrontaliero – ha spiegato Jourova – l’accesso alle prove richiede 120 giorni, mentre nei paesi terzi si arriva fino a 300 giorni di attesa tramite un’assistenza giudiziaria specifica”.

Grazie al pacchetto, vi sarà una significativa diminuzione dei tempi richiesti, dal momento che “si potrà chiedere prove a uno stato membro in 10 giorni, che potrà essere ridotto a 6 ore per urgenza” il che, ha aggiunto Jourova, è una “vera rivoluzione”.

Una terza misura presentata riguarda la limitazione delle armi e gli esplosivi.

L’obiettivo, ha spiegato Avramopoulos, è quello di contrastare il confezionamento di esplosivi “fatti in casa” che poi servano a “fabbricare bombe nei garage che poi vengono utilizzati negli attacchi terroristici”.

Le misure vieteranno l’acquisto online di alcune sostanze e prescriveranno il bisogno di una licenza per disporre dell’acquisizione, insieme a un controllo della fedina penale.

Infine, anche le procedure per l’import e l’export delle armi da fuoco verranno ulteriormente limitate.

 


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