I giornali diocesani in visita al Parlamento

La grande sfida di oggi è trovare nuove forme e nuovi strumenti per informare. Le evoluzioni tecnologiche che stiamo vivendo hanno fatto cambiare modi e tempi della comunicazione e dell’informazione. Per questo ho voluto coinvolgere e invitare in visita al Parlamento europeo una delegazione di giornalisti dei giornali diocesani dell’Emilia Romagna e del Veneto.

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Nei giorni a Bruxelles ho avuto due occasioni di confronto con loro. La prima è stata durante la classica visita istituzionale in cui mi sono potuto confrontare sul funzionamento delle istituzioni UE e in particolare del Parlamento. È stata un’occasione importante perché, purtroppo, mancano spesso informazioni chiare e percorsi formativi adeguati per comprendere il funzionamento del lavoro che facciamo a Bruxelles e Strasburgo, un lavoro che influenza la vita di tutti i cittadini europei.

La seconda occasione è stata un momento di approfondimento insieme a Raffaella De Marte, funzionaria del Parlamento europeo che coordina gli addetti stampa del Parlamento nei 28 Stati UE e in questa qualità oggi si occupa della parte media della campagna istituzionale per le elezioni europee 2019 e Gianni Borsa, giornalista del SIR che si occupa dell’attività delle istituzioni europee.

In quel contesto sono stati diversi i temi interessanti sviluppati: le ragioni del peggioramento dell’opinione dei cittadini sull’UE e come il Parlamento sta facendo fronte a questo, le difficoltà di una comunicazione unica per Paesi con tradizioni e sensibilità diverse, la capacità della comunicazione del Parlamento di integrarsi con quella delle altre istituzioni UE. Due temi, però, mi hanno colpito di più.

In primo luogo il fatto che i giornalisti ravvedano un problema di spazio per la politica europea in un contesto in cui l’agenda dei temi è dettata da fatti nazionali e locali. Questo significa, a mio parere, che i temi europei devono essere sempre spiegati considerando le implicazioni locali che hanno. E allo stesso tempo questo significa che il lavoro di noi europarlamentari deve essere particolarmente incentrato su questa rimodulazione del messaggio.

In secondo luogo mi è parso di decisiva importanza quanto il Parlamento offre ai mass media (nazionali e locali) in termini di informazioni, spiegazioni e materiali. In altre parole la dott.ssa De Marte ha chiarito quale fosse la cassetta degli attrezzi per poter svolgere al meglio l’attività giornalistica connessa alle attività dell’UE.

Il confronto con i giornalisti dei giornali diocesani è stata un’ulteriore occasione per ricordare che l’Europa siamo noi. Noi che come cittadini ogni giorno facciamo la scelta di parlarne, di confrontarci e di influenzare quanto accade.

 

 

 


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