Una strategia europea per la plastica: più riciclo, meno plastica nei nostri mari.

sopadeplastico-11394La plastica è un materiale importante e prezioso, che ricopre un ruolo utile nella società e nell’economia. Tuttavia il modo in cui oggi si produce e si utilizza la plastica è insostenibile e finanziariamente impraticabile: basti pensare che su circa 25.8 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno in Europa, solo il 30% è riciclato.

Pensate che alcuni studi stimano che il riciclaggio di 1 milione di tonnellate di plastica equivarrebbe al togliere dalle strade 1 milione di autovetture e che ogni anno tra 150 000 e 500 000 tonnellate di rifiuti di plastica finiscono nei mari e negli oceani europei.

Proprio per questo, nella Commissione Ambiente stiamo lavorando su un documento, presentato oggi, (lo trovate a questo link) per migliorare la “Strategia europea per la plastica nell’economia circolare”.

La proposta della Commissione Europea è una buona base di partenza, ma può ancora essere migliorata, tramite alcuni punti specifici.

Occorre innanzitutto migliorare la gestione dei rifiuti e dei materiali, aumentando la quota di riciclo della plastica, ad oggi ancora troppo bassa; condividiamo ad esempio la decisione della Commissione di vietare gli imballaggi non riciclabili dal 2030 in poi.

L’utilizzo della plastica riciclata nei nuovi prodotti resta basso: solo il 6% circa, secondo i dati della Commissione Europea; riteniamo che sia necessario aumentare questa percentuale, creando un autentico mercato unico europeo per la plastica riciclata.

Oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da materiali plastici, di cui il 50% derivante da plastica monouso; su quest’ultima serve una normativa specifica, che ne imponga una forte riduzione nell’uso.

Altro problema poi, che dobbiamo risolvere, riguarda le microplastiche; purtroppo spesso questi minuscoli pezzi di plastica si formano a causa dell’usura dei pneumatici, o dal lavaggio di tessuti sintetici, ma come Commissione Ambiente chiediamo un divieto sulla microplastica aggiunta intenzionalmente ad alcuni prodotti, come ad esempio i cosmetici o i bagnoschiuma.

Dobbiamo sfruttare lo slancio di questi anni, indotto anche dal divieto cinese all’importazione di rifiuti plastici di qualche mese fa, per promuovere la transizione dell’Unione Europea verso un’economia circolare della plastica. Dobbiamo sfruttare questo slancio per investire e innovare e trasformare “le lande desolate della plastica, in miniere d’oro.”

 


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