“Europa in movimento” approvata la mia relazione in Commissione Ambiente

32549693_10214410750615569_5310803782504808448_nApprovata ad ampia maggioranza la mia relazione sulla comunicazione della Commissione Europea “Europa in movimento”.

La Commissione Ambiente ha approvato con 60 voti favorevoli e solo uno contrario il testo che ho proposto in qualità di relatore.

La spina dorsale della nostra economia e del nostro vivere quotidiano è il settore dei trasporti. Ogni giorno ci muoviamo, in bicicletta, con i mezzi pubblici, in aereo, e ogni giorno tonnellate di merci vengono trasportate per tutto il mondo in treno, in nave…

Nel mio report per la Commissione Ambiente ho tracciato le linee guida per un sistema di trasporti moderno, integrato, sostenibile e a basse o zero emissioni. L’Europa deve essere il punto di riferimento per questo nuovo tipo di mobilità del futuro. Nella mia relazione ho segnato un percorso per raggiungere questi obiettivi ambiziosi.

 

Mobilità a basse e zero emissioni

Ho evidenziato che il settore dei trasporti è responsabile di un quinto delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione Europea, ed è previsto, al 2050, un aumento del 42% del traffico passeggeri e del 60% di quello merci. Che significa un aumento delle emissioni, dal momento che ad oggi la quasi totalità dei trasporti si alimenta bruciando derivati del petrolio, fatto che, oltretutto, aumenta la nostra dipendenza energetica. Una tendenza che non ci possiamo permettere, se vogliamo rispettare gli accordi di Parigi, l’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Obiettivi che, in ultima analisi, sono stati concordati per evitare di rovinare il pianeta e la nostra salute. Passa spesso inosservato un dato invece inquietante: ogni anno nell’UE il particolato provoca 400 mila morti premature, gli ossidi di azoto 75 mila e l’ozono 13 mila.

Anche alla luce di questi numeri allarmanti, ho sottolineato l’importanza di ridurre il gap tra le emissioni che i veicoli producono nei test di laboratorio e quelle che in realtà emettono su strada. I veicoli pesanti devono fare la propria parte nella riduzione delle emissioni, ed ho perciò, in continuità con il mio precedente lavoro, chiesto alla Commissione Europea di presentare proposte legislative ambiziose in merito.

 

Integrazione delle reti e nuove tecnologie

Le tecnologie digitali rivoluzioneranno il modo di muoversi, rendendolo più efficiente ed intelligente, predisponendo una mobilità intermodale che tenga per esempio conto delle condizioni di traffico, delle migliori combinazioni di mezzi di trasporto, degli altri utenti che potrebbero essere interessati a condividere percorso e costi, e infine un sistema di telepedaggio sulle autostrade europee, magari con costi differenziati secondo le performance ambientali dei veicoli, in rispetto del principio “chi inquina paga”. Per permettere questo, però, è necessaria un’integrazione delle reti infrastrutturali, digitali ed energetiche. Queste ultime saranno fondamentali per il crescente numero di veicoli elettrici venduti ogni anno. A questo proposito ho insistito per togliere le barriere -economiche e logistiche- che ancora impediscono una grande diffusione di questo mezzo di trasporto efficiente e pulito. Ricaricare l’auto deve essere semplice come fare il pieno ad un veicolo tradizionale. Attenzione però anche alle altre tecnologie (come l’idrogeno): ogni contributo per la riduzione delle emissioni è utile e va sfruttato.

 

Etichettatura dei veicoli

I consumatori si sono sempre dimostrati pronti a fare la propria parte per la riduzione delle emissioni. A patto, però, di essere bene informati e coscienti delle proprie scelte. E’ per questo motivo che ho sottolineato la necessità di un sistema di etichettatura per le performance ambientali dei veicoli chiaro ed armonizzato. L’etichetta deve risultare di facile lettura e fornire sinteticamente le informazioni rilevanti per l’interesse del consumatore. In questo modo anche le autorità locali potranno giocare la loro parte, cominciando ad indire appalti pubblici “verdi”, cioè che tengano conto dell’inquinamento prodotto dai veicoli quando si trovino a dover acquistare questo tipo di mezzi.

 

Mobilità rurale

Infine è stato doveroso un riferimento alla mobilità rurale, giacché ha caratteristiche molto diverse rispetto alla mobilità urbana (alte barriere d’investimento, bassa concentrazione demografica, grandi spazi, ecc.). Un approccio innovativo ed intelligente si rende necessario per garantire soluzioni di mobilità moderna e pulita anche in queste aree, più difficilmente raggiunte dai mezzi pubblici, e per le quali l’auto rimane ancora il principale mezzo di trasporto.

 

I cittadini e le imprese europee devono poter contare su soluzioni di mobilità sicure, pulite ed intelligenti, e in infrastrutture moderne e avanzate. Investire nel trasporto vuol dire creare nuova e buona occupazione, ridurre l’inquinamento e impiegare meno tempo e denaro per muoversi. Il rispetto del principio “chi inquina paga” e degli impegni presi con gli accordi di Parigi sono le pietre miliari per costruire la mobilità del futuro.


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