Stop all’inquinamento da plastiche: le nuove regole europee per salvare i nostri mari.

Marine debris beach

É stato presentato dalla Commissione Europea un nuovo capitolo della Strategia Europea per la plastica, per combattere l’inquinamento dei nostri mari. Le nuove misure proposte contribuiranno alla transizione dell’Europa verso un’economia circolare e al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (UN Sustainable Development Goals) e degli impegni dell’UE in materia di clima e di politica industriale.

La nuova strategia europea prevede la differenziazione degli oggetti di plastica monouso in due categorie: quelli che hanno alternative dirette (biodegradabili o in altri materiali) e quelli che non hanno un’alternativa.

Per la prima categoria è previsto un divieto completo: lo stop riguarda 10 categorie di oggetti di plastica monouso come stoviglie, cannucce, agitatori per bevande, bastoncini per le orecchie e aste dei palloncini. Secondo il progetto della direttiva, inoltre, i contenitori per bevande in plastica saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore. Per i contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica, gli Stati membri dovranno fissare obiettivi nazionali di riduzione. I produttori saranno inoltre chiamati a coprire i costi di gestione dei rifiuti per prodotti come i mozziconi di sigaretta, palloncini e attrezzi da pesca in plastica.

Il bando non scatta per gli oggetti ai quali non c’è alternativa, come assorbenti e salviette umidificate, ma in questo caso i loro imballaggi dovranno avere un’etichetta che indica chiaramente al consumatore l’impatto negativo del prodotto sull’ambiente. Infine entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, anche attraverso sistemi di cauzione-deposito.

Non sono bandite le reti da pesca in plastica, responsabili del 27% dell’inquinamento marino, ma i produttori dovranno contribuire a coprire i costi della raccolta nei porti di quelle abbandonate in mare e il trasporto nei centri nelle quali vengono trattate.

Nel complesso si tratta di regole che dovrebbero evitare l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, il risparmio di 22 miliardi di euro entro il 2030 in termini di danni ambientali, e di un risparmio per i consumatori di 6,5 miliardi di euro.

La strategia coinvolge anche i produttori di plastica che dovranno fornire il loro contributo nelle spese per la gestione e la pulizia dei rifiuti, si dovranno concentrare su misure di sensibilizzazione che riguardino i contenitori in plastica come quelli per patatine, bibite e dolci, prodotti legati al tabacco come i mozziconi di sigarette, le salviettine umidificate, palloncini e sacchetti di plastica leggeri. In questo sforzo green non saranno lasciate sole: le aziende riceveranno infatti incentivi per studiare e sviluppare alternative meno inquinanti.

La parola passa ora al Parlamento europeo e al Consiglio che dovranno esprimersi per l’adozione di questi provvedimenti.


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