Direttiva Acque Potabili e limiti PFAS: ho proposto emendamenti in linea con la Regione Veneto

Il 13 giugno sono scaduti i termini per la presentazione di emendamenti alla Direttiva Acque Potabili che in questo momento è in discussione in Parlamento europeo.

La proposta presentata dalla Commissione europea a febbraio introduce per la prima volta dei limiti per ogni tipo di PFAS e per la loro somma totale, validi per le acque potabili di tutta l’Unione Europea.

I PFAS sono composti che, a partire dagli anni cinquanta, si sono diffusi in tutto il mondo, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa. Come conseguenza dell’estensiva produzione e uso dei PFAS e delle loro caratteristiche chimiche questi composti sono stati rilevati in concentrazioni significative nell’ambiente e negli organismi viventi.

Nel 2013 uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche rileva la contaminazione da PFAS nei fiumi e nelle acque potabili di una vasta area compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova.

L’inquinamento da PFAS è un pericolo enorme per la salute di tutti i cittadini europei. Per questo l’On. Zoffoli ha presentato un emendamento che introduce limiti molto bassi per l’acqua potabile, in linea con quanto approvato dalla Regione Veneto 9 mesi fa.

La proposta della Commissione indica un limite massimo di 100 ng/l per ogni singolo tipo di PFAS e per i PFAS totali è 500 ng/l. L’emendamento proposto da Zoffoli mira a limiti ancora più stringenti, nel pieno rispetto del principio di precauzione e in linea con quanto già in vigore nella Regione Veneto: 30 ng/l per i PFOS, 90 ng/l per la somma tra PFOS e PFOA, 300 ng/l la soglia per i PFAS totali. L’impegno per ottenere un limite basso e vincolante per tutti gli europei durante le negoziazioni dei prossimi mesi sarà massimo, e spero in un sostegno degli enti locali e delle associazioni. Sono a loro disposizione per un costante confronto e per iniziative. A settembre è previsto il voto in Commissione Ambiente, a ottobre quello in Plenaria a Strasburgo.

E’ opportuno sottolineare che sia il Trattato sul funzionamento dell’UE all’articolo 193 che l’articolo 5 della Direttiva consentono agli Stati membri e alle loro articolazioni di introdurre limiti inferiori – e quindi migliorativi – a quanto previsto dalla normativa europea per qualsiasi indicatore. Per questa ragione i limiti oggi in vigore nella Regione Veneto sono garantiti a prescindere da quanto legifererà l’Unione Europea.


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