Lotta al riscaldamento globale: al lavoro per un regolamento sui limiti di emissioni di CO2 e di consumi dei mezzi pesanti.

trucks1-1050x600Dopo l’approvazione e l’entrata in vigore del regolamento europeo sul monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di CO2 e dei consumi dei mezzi pesanti, del quale sono stato relatore al Parlamento Europeo, e che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2019, abbiamo iniziato in questi giorni il lavoro sul regolamento che dovrà fissare dei limiti massimi alle emissioni di CO2 e ai consumi dei mezzi pesanti europei, che seguirò come relatore per il gruppo dei Socialisti & Democratici.

Il regolamento è particolarmente importante se pensiamo che i mezzi pesanti contribuiscono al 6% delle emissioni di CO2 totali del settore dei trasporti, emissioni che sono destinate ad aumentare se non si metteranno dei limiti, tenendo anche presente che ad oggi non esiste nessun limite e i costruttori non hanno vincoli nella costruzione dei camion, nè per quanto riguarda limiti massimi di emissioni di CO2, nè per quanto riguarda i consumi.

La Commissione Europea ha presentato una proposta (che trovate qui: Proposta commissione ITA)  e che vi riassumo per punti:

Ci sono tre ragioni fondamentali che stanno dietro a questa proposta:

– Primo: dobbiamo combattere l’aumento di emissioni dai mezzi pesanti.

– Senza agire, queste emissioni, che rappresentano il 6% del totale, potranno aumentare fino al 10% al 2030.

– Secondo: dobbiamo agire per mantenere la leadership industriale europea.

– Altri Stati – Stati Uniti, Giappone, Cina – hanno già dei limiti alle emissioni e la competizione a livello globale è feroce.

– Terzo: dobbiamo supportare le nostre compagnie verso il risparmio di carburante.

– Questa proposta porterà un grande risparmio di carburante per le 600 000 piccole e medie imprese che operano nel settore dei trasporti in Europa e danno lavoro a circa 3 milioni di persone.

– Il carburante ad oggi vale circa ¼ dei loro costi operativi.

– La proposta aiuterà a risparmiare circa 25 000 euro in carburante nei primi 5 anni di utilizzo di un mezzo nuovo, contro a un aumento stimato di circa 1 800 euro per il camion nuovo – meno del 2% del prezzo totale.

(Obiettivi al 2025 e al 2030)

– Parliamo di target: fanno parte di una strategia più ampia che ha l’obiettivo di raggiungere una diminuzione delle emissioni di CO2 totali del 40% entro il 2030, come scritto negli accordi di Parigi.

– Per assicurare che il settore dei mezzi pesanti faccia la sua parte, le emissioni medie di CO2 dei veicoli pesanti nuovi al 2025 devono essere del 15% inferiori a quelli del 2019.

– Questo è un target obbligatorio che può essere raggiunto utilizzando tecnologie che sono già disponibili sul mercato.

Nel 2030, le emissioni devono essere inferiori di almeno il 30%.

– Questo target è un’aspirazione, per dare una direzione di lungo periodo. Nel 2022 è prevista una revisione della proposta per tenere conto delle nuove informazioni e delle nuove tecnologie.

– Questi obiettivi sono basati su solide analisi e largo coinvolgimento dei portatori di interesse, dalle ONG alle industrie.

– I target che proponiamo sono un buon bilanciamento. Sono ambiziosi, adeguati ai costi e realistici.

– I pacchetti allo studio già oggi contengono misure che già saranno utili per raggiungere questi target:

. Primo: i costruttori potranno mettere sul mercato cabine più aerodinamiche per i veicoli pesanti, per ridurre le emissioni e migliorare la sicurezza sulle strade.

. Secondo: l’etichettatura dei pneumatici sarà migliorata ed estesa ai veicoli pesanti.

(Incentivi per i veicoli a zero e basse-emissioni)

 – Oltre ai target, la proposta include un sistema di incentivi per accelerare la transizioni verso mezzi pesanti a basse o zero emissioni.

– Allo stesso tempo quasi tutte le case costruttrici hanno annunciato dei piani per la produzione di veicoli a zero emissioni.

– Vogliamo supportare queste tecnologie e spingere sull’innovazione proponendo uno schema di incentivi che completa il piano d’azione sulle batterie.

– Il sistema dei supercrediti premierà i costruttori che investiranno in nuove tecnologie, preservando l’integrità ambientale dei target di CO2. Sono inclusi anche i bus a zero emissioni, che sono necessari per mantenere pulita l’aria delle città.

In breve: quali sono i benefici chiave di questa proposta?

– Primo: si combatterà il cambiamento climatico e si migliorerà la qualità dell’aria. Questa proposta consentirà di tagliare le emissioni di CO2 in una quantità pari a quella emessa dalla Svezia in un anno.

– Secondo: gli operatori dei trasporti risparmieranno sul carburante.

– Terzo: manterremo e creeremo nuovi posti di lavoro in Europa. L’impatto della proposta potrebbe portare a 25 000 posti di lavoro in più al 2025 e 120 000 al 2030.

– Quarto: useremo e importeremo meno petrolio. La proposta in totale consentirà di risparmiare circa 170 milioni di tonnellate di petrolio tra il 2020 e il 2040.

– In ultimo, ma non per importanza, porremo le giuste condizioni per innovare e investire qui in Europa.

– I benefici sono chiari. Il cambiamento verso una mobilità a basse emissioni procede velocemente. La corsa globale è in atto.

Siamo già al lavoro per migliorare la proposta, per renderla più ambiziosa, pur mantenendola realizzabile: l’obiettivo è quello di concludere il prima possibile, per non perdere altro tempo prezioso nella lotta al riscaldamento globale.

La relazione verrà presentata nella seduta della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo il prossimo 29 agosto.


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