Nuovo regolamento sulla plastica: vietata la commercializzazione dei prodotti in plastica usa e getta e maggiori obblighi per bonifica e riciclo.

beach-pollution-plastic_1Approvato oggi nella sessione plenaria di Strasburgo, il testo del regolamento sull’utilizzo dei prodotti in plastica in Europa, che vieta la commercializzazione di numerosi prodotti di plastica usa e getta come i cotton fioc in plastica e i piatti e le posate da picnic, che sono tra le principali cause di inquinamento degli oceani e delle acque dolci di superficie. Ora il testo deve essere approvato anche dal Consiglio Europeo e i divieti dovrebbero essere operativi dal 2021.

Circa tre quarti dell’inquinamento dei nostri mari oggi è causato dai prodotti in plastica: ogni anno ne finiscono in mare tra i 5 e i 13 milioni di tonnellate che poi si depositano sulle spiagge, ma anche in fondo all’oceano, a migliaia di metri di profondità. Entro il 2050 si pensa che gli oceani potrebbero contenere più plastica che pesci.

Sulle spiagge europee l’80-85 per cento dei rifiuti è plastica e per la maggior parte sono prodotti usa e getta. Per aver un’idea più chiara di cosa significhi è più o meno come se ogni anno 66 mila camion della spazzatura gettassero i loro carichi direttamente in mare. Uno studio recente del WWF ha scoperto che la plastica rappresenta il 95 per cento dei rifiuti nel Mediterraneo e che residui di plastica si trovano in oltre 130 specie marine.

C’è poi il problema delle microplastiche: i minuscoli pezzi di plastica che si sfaldano e che finiscono nello stomaco dei pesci, ma anche nel sale marino, e che poi, come numerosi studi dimostrano, vengono ritrovati nel cibo che mangiamo ogni giorno.

Con la proposta votata oggi, il Parlamento Europeo intende limitare l’uso dei dieci prodotti che inquinano di più le spiagge europee: tra questi ci sono posate, piatti e bicchieri di plastica, le cannucce, i contenitori usa e getta per gli hamburger e i cotton fioc in plastica e cerca di ridurre l’inquinamento delle attrezzature da pesca. Insieme, questi due gruppi rappresentano circa il 70 per cento dell’inquinamento marino globale.

La direttiva ha l’obiettivo di spingere le aziende europee a sostituire, dove possibile, i prodotti di plastica con altri ecologicamente più sostenibili. Il Parlamento Europeo vuole inoltre che entro il 2030 tutti gli imballaggi di plastica siano riutilizzabili o facilmente riciclabili, e per facilitare i produttori ha promesso degli incentivi per lo sviluppo di prodotti meno inquinanti.

La direttiva inoltre coinvolge direttamente le aziende che producono prodotti di plastica usa e getta la cui commercializzazione continuerà ad essere permessa: dovranno contribuire ai costi di gestione e bonifica dei rifiuti e sensibilizzazione sull’impatto ambientale di contenitori per alimenti, involucri di vario tipo (patatine, dolciumi, caramelle), contenitori per bevande, sigarette e altri prodotti del tabacco con filtro, salviette umidificate, palloncini e buste di plastica leggere. Chi produce gli attrezzi da pesca dovrà coprire i costi della raccolta quando vengono dismessi, facendosi anche carico dei costi di trasporto e smaltimento, con quote precise di prodotti da riciclare. Secondo la Commissione Europea, che aveva avanzato la proposta preliminare poi ripresa dal Parlamento, quando la norma sarà definitivamente approvata si risparmieranno 22 miliardi di euro di danni ambientali entro il 2030, e ci sarà un risparmio complessivo per i consumatori nell’ordine dei 6 miliardi di euro.


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